Di Ilaria Montis

Di pochi giorni è stata la notizia dell’inaugurazione del percorso Selvaggio Verde Gennargentu, il nuovo itinerario di trekking nel cuore della Sardegna.

Il sentiero del Selvaggio Verde è stato ideato da Gianluigi Bonicelli, guida trekking dell’Associazione Erbelathori Trekking e gestore dell’omonimo rifugio ai piedi di Punta La Marmora, nel Gennargentu di Villagrande Strisaili.

Un sentiero speciale che percorre luoghi unici e davvero selvaggi. Luoghi esclusivi, come ama ricordare Gianluigi. Perché qui fino a poco tempo fa venivano solo i pastori più audaci, come quelli che in passato hanno vissuto e lavorato a Erbelathori a 1200 metri di quota.

L’intero percorso è lungo circa 40 km ed è fattibile in tre giorni di intenso trekking, consigliato a persone con un buon allenamento e abituate alle lunghe camminate in montagna. Il sentiero si snoda tra cascate, laghetti, foreste millenarie e le creste più alte della Sardegna.

L’emozione di incontrare gli enormi lecci cavi e alcuni ginepri e tassi millenari non può essere raccontata, così come quella di vedere l’aquila in volo sopra la vostra testa o un branco di mufloni correre liberi. È la potenza della natura, nel cuore roccioso della Sardegna.

La fatica della camminata è parte insostituibile dell’esperienza, restituendoci il contatto più intimo e vero con il nostro corpo e con la natura circostante.

Ai più coraggiosi e intraprendenti che vogliono sperimentare questo percorso in modo integrale suggeriamo di tenersi aggiornati tramite la pagina ufficiale Selvaggio Verde.

Per ristorarsi e riposarsi si può sostare una o più notti nello splendido rifugio di Erbelathori. Due anni fa vi raccontai la mia prima esperienza in questo luogo meraviglioso in questo articolo.

Oggi, a distanza di tre anni, vi posso dire che Erbelathori è sempre più bello e accogliente, senza perdere nulla del suo fascino selvaggio e spartano. L’acqua della sorgente canta sempre fuori dalla porta del pinnetu. La corrente per fortuna qui non c’è, e il cellulare sono felice di dirvi che qui non funziona. Qui non si vede plastica e l’ambiente è completamente integro.

Ma come descrivere la bellezza di questo angolo di paradiso a chi non ne ha mai assaporato l’essenza? Ci provo, con sensazioni ed emozioni random: bere l’acqua freschissima della sorgente, così come sgorga; vedere Punta La Marmora, il tetto della Sardegna, proprio davanti agli occhi; sentire un silenzio profondo che però è composto dei miliardi di suoni della natura, che normalmente non riusciamo a ascoltare; il ritmo della natura a cui il tuo corpo si abitua presto, molto presto, perché è quello il suo vero ritmo. O ancora, bere la tisana fatta con le erbe appena raccolte. La sera, vedere un cielo stellato, come ormai non siamo più abituati a vedere nei nostri cieli perennemente offuscati.

La notte ti accoglie nell’oscurità più profonda, luna permettendo, e il silenzio notturno è rotto solo dai versi di qualche uccello o animale notturno, e dallo scorrere dell’acqua della sorgente. Ma anche l’alba qui ha tutto un altro sapore. Quando il Sole lentamente fa capolino, e ancora rosso, tinge di rosa il versante del Gennargentu.

Ecco, io ci ho provato a descrivervelo, ma davvero le parole non bastano e sembrano misere di fronte alla bellezza, semplice e autentica, di questo posto speciale. Vi invito quindi ad andare di persona. Se volete farlo con Sardegna Sacra, grazie alla ormai consolidata collaborazione con l’Associazione Erbelathori Trekking, potrete partecipare al Weekend di trekking nel magico Gennargentu, che quest’anno proponiamo in due date: 2-3 maggio e 13-14 giugno! Una due giorni ormai classica, in cui raggiungeremo la vetta di Punta La Marmora dopo aver pernottato a Erbelathori. Per leggere il programma e iscriverti in una delle due date, clicca qui.

Che aspetti? I posti disponibili son pochissimi! Non perdere questa occasione, unisciti a noi!

Le foto dell’articolo sono di Gianluigi Bonicelli.