In questo articolo ti parlo delle meraviglie del Supramonte di Orgosolo. È davvero difficile descrivere a parole e riuscire a trasmettere le emozioni che si provano in certi luoghi, ma voglio fare un tentaivo. E se non hai mai avuto la fortuna di addentrarti a piedi in Supramonte è probabile che dopo aver letto questo articolo prenderai coraggio e anche tu vorrai fare questa esperienza.

Quando sentiamo la parola Supramonte la mente corre subito a una Sardegna selvaggia, remota e quasi inaccessibile. E in effetti è così. Un territorio aspro e apparentemente inospitale, dove i pastori hanno vissuto e lavorato fino a pochi decenni orsono.

Le loro tracce le possiamo ripercorrere nei resti degli antichi ovili, molti dei quali ristrutturati di recente, che ci raccontano una vita semplice e dura, che ci colpisce profondamente. Un territorio dove i nuragici, millenni fa, hanno costruito villaggi per vivere in comunità e imponenti nuraghi. E infatti anche le testimonianze antiche qui abbondano, nonostante oggi questi luoghi siano così lontani, fisicamente e idealmente, da ogni tipo di vita “civile” come la intendiamo oggi. Dei nuraghi del Supramonte di Orgosolo vi parlerò nel prossimo articolo.

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Il Supramonte è un territorio che con i suoi silenzi, i suoi ampi paesaggi, la sua pace e la struggente bellezza e imponenza della natura, richiama in noi sentimenti ancestrali, emozioni profonde, e forse anche qualche paura.

Il Supramonte è un vasto altopiano calcareo nel cuore della Sardegna, la cui area è divisa tra i comuni dei paesi che si trovano ai suoi margini. Il territorio è modellato da fenomeni carsici che hanno dato vita a un immenso sistema di grotte e altre spettacolari opere d’arte della natura.

Il Supramonte di Orgosolo

Il Supramonte di Orgosolo è forse quello meno battuto dal turismo escursionistico, sempre più diffuso, ma ancora di nicchia. Eppure custodisce straordinari monumenti naturali oltre che importanti siti archeologici. Vediamo i più eccezionali.

Su Suercone

Non possiamo non cominciare dall’immensa Dolina di Su Suercone (scritto anche Su Sercone o Su Suelhone). Questa enorme voragine si è formata secondo alcuni dal crollo della volta di un’antichissima grotta, secondo altri da un fenomeno di erosione carsica di tipo verticale, a partire da un’originaria frattura.

Le sue dimensioni sono davvero impressionanti: ha un diametro di circa 500 m e una profondità media di 200 m. Ma attenzione, nel suo punto più profondo supera i 600 m. La sua estensione complessiva è di circa 18 h. Il fondo della dolina è un microcosmo a sé stante, dove troviamo un bosco di lecci millenario oltre a endemismi particolari.

Sul fondo della dolina negli anni ’70 vennero rinvenute ossa umane e reperti ascrivibili a sepolture di età preistorica, purtroppo sconvolte dagli scavi clandestini.

Lo ripeto, è impossibile spiegarvi a parole cosa si prova stando sul ciglio di questo enorme cratere. Non si può neanche immaginare. Anche se ci sono stata parecchie volte, ogni volta mi fa lo stesso effetto. La stessa enorme emozione. Il sentirsi davvero una formichina dinnanzi a questa grandiosità, davanti alla natura, eterna e solo apparentemente immobile, ma in realtà in continua trasformazione. Trasformazioni fatte di eventi lunghi e che difficilmente la nostra sensibilità umana riesce a concepire.

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La foresta primaria di Sas Baddes

E la trasformazione e i cicli eterni della natura li possiamo osservare in un altro luogo eccezionale, la foresta di lecci di Sas Baddes (sas Vaddes). Una delle poche foreste primarie rimaste in Europa, scampata alla grandi deforestazioni dei secoli scorsi. Qui alberi immensi e millenari creano uno scenario incantato. Ma la foresta è viva, gli alberi vecchi muoiono e cadono anche senza l’intervento dell’uomo, e nuovi alberi crescono.

Camminare in questa foresta non è certo come camminare in un bosco qualsiasi. Siamo circondati da esseri che vivono da secoli, dinnazi a cui cogliamo la brevità della nostra vita e l’importanza di viverla in modo pieno, consapevole e profondo.

Qui a Sas Baddes troviamo anche l’impressionante voragine di Su Disterru, che scende in profondità nel ventre della terra, fino a 240 metri sotto la superficie dell’imboccatura.

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Campu Donanigoro

E per finire una menzione speciale merita la distesa di Campu Donanigoro. È una vasta area pianeggiante e con pochissimi alberi, incastonata tra le rocce aspre del Supramonte, da cui lo sguardo si apre a orizzonti lontani. Qui un tempo pascolavano numerose greggi. Nonostante oggi gli ovili del Supramonte siano stati in gran parte abbandonati dai pastori, qui la testimonianza della cultura pastorale si respira ancora nell’aria. I tanti antichi ovili che costellano il Supramonte, spesso ristrutturati con metodi tradizionali, sono oggi riparo per escursionisti pronti a bivaccare e a godere una nottata in questi luoghi selvaggi.

Visitare il Supramonte di Orgosolo non è certamente da tutti. Se volete avventurarvi tra questi luoghi impervi e difficili da raggiungere consigliamo senza dubbio di andarci con una guida locale esperta. Le zone centrali si raggiungono più agevolmente avvicinandosi con il fuoristrada, perché altrimenti i km da percorrere a piedi sarebbero davvero tanti da fare in un unica giornata.

Per questo abbiamo organizzato il weekend nel cuore del Supramonte di Orgosolo, il 9-10 Novembre, in collaborazione con le guide di Camineras de Orgosolo e Massimo Bongini, guida ambientale escursionistica AIGAE. Clicca qui per maggiori informazioni.