di Ilaria Montis – In questo articolo ti racconto la mia vacanza nell’isola dell’Asinara, la mia esperienza, le dieci cose che mi hanno emozionato di più. Inoltre sfateremo alcuni miti e luoghi comuni e ti svelerò alcune indispensabili informazioni se vuoi visitare questa isola incantevole.

la mia vacanza nell'isola dell'Asinara

La mia vacanza all’Asinara è durata un’intera settimana. Un tempo ottimale per poterla visitare con calma, in relax, godendo delle sue atmosfere uniche e del suo silenzio profondo, del suo splendido mare e della natura selvaggia. Ma anche per immaginare la sua storia e come fosse vivere là.

la mia vacanza nell'isola dell'Asinara

Dal 1999, dopo la chiusura del carcere di massima sicurezza, l’isola è diventata Parco Nazionale. La storia carceraria dell’isola inizia di fatto nel 1895 quando gli ultimi abitanti civili furono costretti a trasferirsi. Questo ha permesso la preservazione di gran parte dell’ambiente naturale, delle coste e dei fondali, della fauna e della biodiversità. L’isola è meravigliosa, ma se ci aspettiamo una natura incontaminata siamo fuori strada, perché l’uomo ha lasciato un segno indelebile che racconta la storia degli ultimi secoli, che possiamo leggere nei tantissimi ruderi e villaggi fantasma che troviamo sparsi per l’isola, oltre che dalle strutture carcerarie in uso fino a vent’anni fa.

Ora però voglio condividere con te

le 10 cose che mi hanno emozionato di più della mia vacanza nell’isola dell’Asinara.

1. Nuotare insieme ai pesci

Tanti, colorati, di tutte le dimensioni e tipi. Basta infilarsi la maschera e senza neanche fare un metro da riva siamo già circondati dai pesci. Osservarli è rilassante e al tempo stesso divertente, sembra di tornare bambini e si possono fare incontri davvero curiosi.

2. Gli animali che vivono liberi

Gli asinelli che sono ovunque, le caprette paurose, i cavalli fieri e tranquilli, gli uccelli e tutti gli altri che, in mancanza di altri rumori, possiamo ascoltare mentre si richiamano a vicenda. Osservarli mentre mangiano, passeggiano, giocano, riposano in tranquillità. Durante la mia vacanza nell’isola dell’Asinara ne ho incontrato talmente tanti che sarebbe difficile elencarli.
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3. Il silenzio

Un silenzio profondo, intenso e quasi assordante. Un silenzio a tratti struggente, rotto dal vento, dai ragli degli asinelli e i belati delle capre, dagli uccellini e dalle onde che si infrangono negli scogli o arrivano a riva in una delle tante silenziose e solitarie calette. Un silenzio che non siamo abituati ad ascoltare. Un silenzio che può far paura, ma che può anche guarire, riportando a un livello di pace assoluta il nostro essere frenetici. Per questo quando tornerete alla vita normale, sopratutto se avete trascorso almeno qualche giorno qui, avrete bisogno di almeno una giornata per poter riprendere il normale e frenetico ritmo quotidiano (che vi sembrerà ancora più assurdo).

4. Vedere gli asinelli albini

Gli asinelli albini si trovano solo qui… o se li vediamo da altre parti della Sardegna, provengono dall’isola dell’Asinara. La loro origine è incerta, ma si hanno testimonianze della loro presenza sull’isola fin dall’800, forse importati dall’Egitto per volere del Duca dell’Asinara e poi in seguito abbandonati e tornati allo stato brado quando alla fine del secolo gli abitanti dell’isola si trasferirono a Stintino. Sono bellissimi e candidi e ti scrutano con dolci occhi azzurri. Purtroppo però la loro fotosensibilità li rende di salute delicata e non è raro trovarne alcuni esemplari con qualche acciacco. Il loro biancore è dovuto a una forma di albinismo che si trasmette geneticamente, infatti alcuni sono bianchi pur essendo incrociati con asinelli grigi sardi.
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5. Vedere l’isola dall’alto dalla sua cima più alta

Punta della Scomunica, a 406 m slm, che ho raggiunto con un trekking di 10 km (AR) a partire da Cala d’Oliva dove ero alloggiata. La vista dell’isola che si staglia allungata e frastagliata verso sud è davvero spettacolare. Vale la pena di fermarsi in cima per qualche minuto a osservare, meditare, ascoltare. Da qui poi per i camminatori (o ciclisti) più sportivi è possibile, passando da un sentiero di collegamento che parte nella vicina località di Elighe Mannu, arrivare direttamente a Punta Scorno, dove si trova…

6. Lo spettacolare faro che vi lascerà a bocca aperta

Io però per visitare questa meraviglia sono passata dal sentiero classico, che parte dall’incantevole Cala Sabina. Chi vuole può invece fare un bel giro ad anello e unire i due percorsi in una sola escursione, che però è piuttosto lunga, circa 17 km. La costa da Cala Sabina fino a Punta Scorno è davvero bellissima. Non a caso gran parte di questo tratto costiero fa parte della zona A di riserva integrale, e non si può quindi accedere ma solo costeggiare restando sul sentiero segnato. Ad ogni modo, anche se il desiderio di fare un bagno nella splendida Cala S’Arena non potrà essere realizzato, vi assicuro che tutto il percorso vale la fatica di fare tutti quei km (12 A/R dal sentiero classico). Soprattutto quando apparirà davanti a voi, romantico e isolato su uno sperone roccioso, il Faro. Tra il suono del vento e le onde che si infrangono con violenza sugli scogli sarete quasi storditi dall’atmosfera unica e magica di questo luogo.
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5. Vedere un puledrino appena nato

che imparava ad alzarsi in piedi e a muovere i primi passi. Sono stata lì davanti per un po’ finché non è riuscito ad alzarsi. Le sue zampe lunghissime non riuscivano proprio a mettersi dritte, ma infine è riuscito ad alzarsi e a camminare. Tanta tenerezza.

6. Compiere l’intera attraversata dell’isola da nord sud

sulla sua strada principale, da Cala d’Oliva a Fornelli, dall’inizio alla fine della strada in cemento lunga 25 km che attraversa quasi tutta l’isola. E ritorno, godendo di panorami e paesaggi davvero mozzafiato.
Sarà per la bellezza dei luoghi, ma non so come ho fatto a riuscire a fare 50 km di bicicletta in un solo giorno con tutte quelle salite… Chissà probabilmente l’impresa è stata resa più agevole dal potersi fermare di tanto in tanto a rinfrescarsi nelle acque cristalline dove addirittura può capitare di…
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7. Stare completamente sola in spiaggia

Eh si, perché nonostante la stagione fosse ancora piena, ci sono tanti angoli all’Asinara dove vi troverete soli, immersi nella pace e nel silenzio. Può capitarvi durante tutta la giornata, ma soprattutto la mattina fino alle 11, quando i turisti giornalieri non hanno ancora raggiunto le spiagge, o nel pomeriggio, quando tutti iniziano ad avviarsi a prendere l’ultimo traghetto, anche le spiagge più famose restano completamente vuote. Completamente intendo che vi troverete veramente soli. Provare per credere.

8. I mufloni che ti attraversano la strada

Sì! Mi è capitato anche questo… Mentre passeggiavo tranquillamente in bici sulla sterrata che porta al sentiero per raggiungere la torre di Trabuccato, tre mufloni mi son passati davanti costringendomi a una brusca frenata. Non vedendoli, forse li ho spaventati e scappavano talmente veloci che quando ho frenato erano già passati. Erano tre, un maschio, una mufla e un mufloncino. E mentre ero ancora emozionata dall’incontro si sono volatilizzati come solo loro sanno fare, alla velocità della luce.

9. Le tante testimonianze di un passato non troppo lontano,

in decadenza e abbandono, mettono un po’ di angoscia e tristezza in certi momenti, o quantomeno un po’ di malinconia. È evidente la natura selvaggia che si riprende con forza quello che l’uomo le aveva tolto, anche se i segni della presenza umana restano in qualche modo sempre visibili. Da Isola abitata da pastori sardi e pescatori liguri che vivevano in piccoli borghi, a isola sede di lazzaretti, luogo di detenzione e penitenziario, fino al Carcere di Massima sicurezza.
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10. Vedere il magnifico cielo notturno,

con la Via Lattea al centro e uno spicchio di Luna crescente. La bellezza della natura che regna sovrana e l’unione del Cielo e della Terra.

11. Andare in discesa a tutta velocità senza pedalare…

Sì, lo so che erano le dieci cose… ma non potevo omettere questa. Era una decina di anni che non andavo in bicicletta e lasciarsi andare in discesa (ma date le curve e la ripidità bisognava stare bene attenti a frenare un po’ per non prendere troppa velocità) dopo ogni dura salita è stato qualcosa di liberatorio, spensierato, divertente. Andare in bici in discesa è stato come tornare bambina… come andare sulle montagne russe.

Informazioni utili per visitare l’isola dell’Asinara

Innanzitutto sfatiamo qualche mito e falsa informazione. Molti pensano che non sia possibile visitare l’isola in modo autonomo senza unirsi a qualche gruppo organizzato. Molti pensano addirittura che l’accesso sia a numero chiuso. In realtà entrambe queste cose sono false.

L’isola in verità è accessibile liberamente a chiunque,

ovviamente rispettando il regolamento del parco e quindi restando sulle strade e i sentieri segnalati e evitando scrupolosamente di addentrarsi nelle aree a tutela integrale, in cui l’accesso è vietato h24 a chiunque non sia autorizzato (quindi solo coloro che sono preposti alla tutela e chi partecipa a progetti scientifici e di salvaguardia per la flora, la fauna e l’ambiente in generale).
Certo, per chi ha poco tempo o vuole fare una semplice gita fuori porta, di sicuro il modo migliore per ottimizzare una giornata sull’isola è fare un tour guidato con uno dei tanti operatori autorizzati, in fuoristrada o trenino gommato, trovate l’elenco degli operatori abilitati a tale sevizio nel sito del Parco Nazionale dell’Asinara. Ma per chi ama fermarsi ad assaporare i luoghi, per chi ama l’esplorazione autonoma e non si accontenta solo di una giornata per penetrare il vero spirito dell’isola, non solo è possibile arrivare sull’isola in modo autonomo e tutto l’anno con i traghetti di linea in partenza da Porto Torres, ma è possibile anche soggiornarvi per il tempo che si vuole.

Dove dormire

Sull’isola sono attualmente presenti solo due strutture ricettive: una è l’ostello gestito dalla Coop SognAsinara, una soluzione comoda e pratica e economicamente accessibile per poter dormire e mangiare, io mi son trovata bene e mi sento di consigliarlo, tenendo presente che si tratta di un ostello e non di un Hotel a 4 stelle. Sull’isola naturalmente è vietatissima ogni forma di campeggio e bivacco. L’altra struttura è il B&B La Locanda del Parco, aperto di recente, di fascia di prezzo alta e con pochi posti letto, per chi preferisce spendere per non rinunciare al comfort.
Entrambe le strutture si trovano nel borgo maggiore dell’isola, Cala d’Oliva, nella parte Nord e distante 10 km da Cala Reale, dove si sbarca con il traghetto.
la mia vacanza nell'isola dell'Asinara
I mezzi pubblici sull’isola sono praticamente inesistenti. Solo in estate è in servizio un Bus (di compagnie private ma che sopperisce al servizio pubblico) che effettua la tratta Cala d’Oliva-Cala Reale in coincidenza con i traghetti. Per questo motivo è consigliabile dotarsi di un mezzo proprio e dato che sull’isola non è possibile portare la propria auto senza specifiche autorizzazioni concesse solo a chi lavora nel parco, il mezzo migliore è senz’altro la bicicletta, nella versione tradizionale o con pedalata assistita, che potete noleggiare prima o dopo essere arrivati sull’isola. Io ad esempio l’ho noleggiata all’imbarco a Porto Torres da Turista No Problem. Per chi fosse meno sportivo, è possibile noleggiare delle macchinine elettriche sulle quali possono salire fino a 4 persone. Con queste macchinine non potrete però andare negli sterrati.

Curiosità

Il nome Asinara non viene dagli asinelli simbolo dell’isola, come tutti credono. Deriva invece dal nome latino dell’isola: Sinuaria, ovvero ricca di insenature, sinuosa.
L’Asinara ha un’estensione di 52 kmq ed è la quinta isola più grande d’Italia escludendo la Sicilia e la Sardegna.
L’origine degli asinelli bianchi è avvolta nel mistero. Secondo alcuni studi potrebbero essere stati importati dall’Egitto nell’800.

Per concludere…

La mia vacanza nell’isola dell’Asinara è stata stupenda, per una persona sportiva come me, che ama la natura, la pace e il silenzio e le cose semplici è davvero la meta ideale per prendersi uno stacco da tutto e ricaricarsi. Tornerò sicuramente in questo luogo sospeso nel tempo per godermi la pace e la natura, il mare senza resse e senza cercare parcheggio. Per godermi le passeggiate in bici e a piedi e per esplorare i percorsi che mi mancano. In solitaria.
Ma visto che l’isola si presta molto alle attività meditative e contemplative… e che più persone hanno espresso questo desiderio, sto pensando anche di organizzare un gruppo per condividere assieme questa esperienza nella primavera 2020.
Presto vi darò maggiori dettagli, ma se sei tra coloro che vogliono essere informati direttamente e personalmente sul come e il quando di questa iniziativa compila il form qui sotto senza impegno:
NB non saranno presi in considerazione form incompleti o con nomi falsi.
NB L’iniziativa NON sarà una visita turistica di gruppo guidata del Parco, per la quale è necessario rivolgersi alle guide autorizzate dall’Ente Parco. Si tratterà invece di un weekend di meditazione, contemplazione, passeggiate consapevoli e relax al mare, tenuto da Ilaria Montis, istruttirce mindfulness certificata al CISM e guida turista iscritta al Registro Regionale della Regione Sardegna.