di Marie Veronique Amellà

disegno1Questo tour è stato organizzato da Ilaria Montis, archeologa e ricercatrice spirituale, volendo congiungere in questo incontro il sapere della scienza detta « accademica » a quella degli antenati dei Sardi tramite l’architettura dei loro templi e pozzi sacri, luoghi della natura conosciuti fino ad ora dalle popolazioni locali per le loro qualità di cura. Adesso, si parlerebbe piuttosto di « energia » o di « energia di luce », cioè, di un luogo speciale, quasi vivo, facendo il legame curativo tra natura e umanità. In questo tour, abbiamo cercato questo punto di riferimento tra elementi, appunto per farci sentire la vastità del Tutto, probabilmente come i Sardi dell’antica Ichnusa vedevano il proprio ambiente all’epoca, non chiusi nella dualità moderna dalla quale lo sguardo si ferma alle differenze di forme per concludere a una separazione ontologica tra fenomeni e esseri.

La relazione che faccio adesso non è un testo scientifico, pero’ è scritta da un’antropologa. Si vuole prima di tutto un testo abbastanza libero tra due esigenze che possono parere contrarie : da una parte libero di parlare di emozioni, di soggettività personale e da un’altra, libero di tenersi una distanza critica dalle cose vissute in questo breve (ma intenso) periodo nel Gennargentu. Tutto questo senza cadere mai in una falsa obiettività che non sarà mai che orgoglio di classe, ipocrisia tattica e alla fine, cretineria.

Il tour inizia per me il 25 marzo scorso sulla passeggiata lungo mare di Cagliari immersa nel sole delle otto di mattina. Questo sole era il pien sorriso che non ci ha mai mancato in questi quattro giorni bellissimi. Venendo dalla Francia per uno studio delle « nuove » tradizioni sciamaniche sarde (alcuni parlano di New Age per fare presto, ma io preferisco la parola « Nuraxìa » come la voleva lo scrittore Raimondo De Muro), aspettavo che Ilaria mi desse il passaggio con altre persone verso la nostra destinazione finale: tra la regione del Gennargentu e il Mandrolisai. Nella macchina, oltre Ilaria che conoscevo già un pocchettino, ho fatto la conoscenza di Cristina, una persona solare che non dimentico (spero che leggendo questo testo penserà a venire un giorno da me in Provenza). Poco a poco, sulla strada, tutte le macchine del gruppo si ritrovano a seguire Ilaria fino al Nuraghe Ruinas, nell comune di Arzana (Ogliastra), un posto di montagna a 1200 metri di altitudine fuori tempo, e che le mucche (sacre ;-)) custodiscono -senza gli uomini-, forse da centinaia di anni. Ilaria e le altre persone formano adesso un cerchio vicino al Nuraghe, contro il vento che urla alle orecchie. C’è Cristina, la genovese, Evelina e Fabrizio di Cagliari, Gabriele e Silvia del Veneto, Franco e Anna di Bonarcado. Ma c’è anche Paolo il romano, Elisa e Gianluca di Iglesias. Più tardi, ci saranno anche le mie amiche carissime di Villagrande-Strisaili, Silvana e sua sorella Mariangela, e anche la squadra di Roberto Fabbroni, tutti arrivati dal Nord Sardegna. C’era anche Augusto, il papà di Cristina, venuto dal continente anche lui. Sardi isolani, Sardi del Continente, Sardi di cuore e Sardi dell’Estero (come sono io da parte di mia mamma Angioni) : tutti abbiamo un’argomento per rimanere, andare o tornare qua, in questa terra tanto particolare.

28- Nuraghe Ruinas, 25:03:2016 GennargentuLa torre centrale e le tre torri laterali del Nuraghe fanno di questo monumento una costruzione complessa che Ilaria ci spiega con pazienza. Probabilmente, doveva avere due piani, ossia più di 10 metri di altezza ! Considerando gli oggetti ritrovati sul sito, questo nuraghe deve esser stato costruito nel 1400 avanti Cristo. Le sue funzioni non sono ancora completamente conosciute dall’archeologia, ma si dice che poteva essere un luogo di culto ma anche un luogo di uso quotidiano, cosa che corrisponderebbe al pensiero « olistico » degli Antichi. Si pensa che almeno 20 000 nuraghi di questo tipo ci fossero in Sardegna considerando quelli noti, quelli distrutti e quelli che rimangono attualmente sotto terra ! Che strano per una popolazione sarda che non è mai stata numerosa !
Il gruppo entra nel buio della camera principale. Le pietre del Nuraghe – che guiderebbero l’energia dal basso in alto secondo una « corrente ascensionale »- dovrebbero darci anche a noi quest’energia. Formiamo tutti un cerchio in piedi e stiamo cosi nella pace e nel silenzio a godere le energie. Bisogna cercare il nostro punto di equilibrio, ma delle persone nel gruppo sentono una vertigine, la testa che gira e il corpo muoversi da solo come un pendolino. Altre sensazioni sono : presenza di « custodi » e di rituali antichi di polarità femminile.
Il pomeriggio, Ilaria ci guida a Perda Liana, un « tacco » di roccia visibile da centinaia di chilometri attorno. Questa pietra misura cinquanta metri di altezza e cento di larghezza. In questo posto, ci spiega Ilaria, l’energia si accumula e si trasmette attraverso la roccia come un’antenna naturale. Qua, il gruppo rimane libero di visitare, sedersi, meditare, ridere insieme, o… cantare in sardo (grazie Franco ;-)). Questa giornata non si finisce senza ovviamente assaggiare la Sardegna a tavola… Tutto il gruppo si raduna all’Hotel La Strega (Villanova Strisaili), dove inu, culurgiones e casu sardu ci aspettavano. Grazie, Maria Grazia !

fig.3La giornata del 26 si svolge a S’Arcu e’ is Forros, un villaggio-santuario nuragico composto da almeno tre templi : uno basso dedicato alle acque (parte femminile ?), e uno alto dedicato al Fuoco (parte maschile ?). Ilaria ci chiede di spegnere i cellulari per non disturbare le spiegazioni e non distrarre il corpo colle illusioni della mente. È importante rimanere in uno stato attento al « qui ed ora ». Ci chiede anche di stare attenti al sito, di non camminare sulle pietre fragili, perché si puo’ facilmente rovinare la « lettura storica » del luogo. La parte del villaggio dedicato all’artigianato sacro è stata ricca di reperti (500 chili di bronzetti, spade votive, spille, ecc.). Ilaria ci ricorda con sagezza che tutto quello che si sa su ciò che accadeva in questo luogo è un’ ipotesi, ma cio’ che si puo’ trovare di sicuro qua, « è sé stesso ». Abbiamo fatto una pratica seduti tutti in cerchio, concentrati sul respiro e occhi chiusi. Si tratta di sentire le senzazioni col corpo e non con la mente. Dopo, tutti scambiamo le nostre visioni, emozioni vissute parlandone insieme.

102- Ilaria explique. Site Sa Carcaredda, 26:03:2016, GennargentuDopo, partiamo seguendo Ilaria per il sito di Sa Carcaredda, sul comune di Villanova Strisaili (Ogliastra), dove si trovano cinque Tombe di Giganti e alcuni templi. Nelle Tombe, ci spiega Ilaria, erano probabilmente inseriti i resti dei corpi dopo la scarnificazione (come nelle Torri del Silenzio in Persia, questo lo aggiungo io). La tomba è un luogo di energia nel quale « le energie ci aiutano a guarire ». La struttura semi-circolare esterna della tomba proietta questa energia in un cerchio completo, e mettendosi dentro, si sentono energie diverse sia che ci fermiamo sull’esedra (braccia esterni di pietra) dov’è leggera, sia che rimaniamo nel fondo del corridoio interno, dov’è fortissima (amplifica l’energia della persona). Questo luogo sarebbe una combinazione di cimitero e di luogo sacro dove si svolgevano cerimonie.

disegno2Passiamo sul cenone enorme della Strega, e parliamo della giornata del 27, alla Tomba di Giganti di Villanova.
Ilaria ci racconta le tecniche di costruzione probabili per l’edificazione di questo monumento, che ha la particolarità di avere una stele scolpita con tre nicchiette (termine tecnico « dentelli ») sull’alto dell’ingresso piccolo che vediamo sul disegno a sinistra. Questa Tomba è stata eretta proprio davanti a Punta Lamarmora, il monte il più alto dell’isola. Quel giorno li, era ancora tutto nevicato. E questo faceva un contrasto enorme col calore del sole. Il gruppo, essendo rimasto scalzo doppo la traversata del fiume poco prima, indossava magliettine come d’estate… pur c’erano soltanto 5 gradi ! Ricordiamoci il « Ballo dei Piedi » sul prato vicino, tra le gocciolette di rugiada e i ragni piccolissimi che fuggivano sotto i passi nostri… Sotto questo sole di piombo (per me era caldissimo), abbiamo scattato tante foto prima di meditare presso il monumento.

125- a "danse des pieds nus", pré de la tombe de géants de Villanova, Gennargentu, 27:03:2016Poi, dopo aver mangiato insieme sul sito di Gremanu (vicino a Fonni), siamo passati vicino a un villaggio nuragico non scavato. Ilaria ci parla anche di un’acquedotto antichissimo che portava l’acqua del fiume vicino al villaggio. Tra rose selvatiche del Gennargentu e silenzio scosso dal vento nei pini, saliamo adesso al pozzo sacro nella collina di Gremanu. Questo posto era dedicato al culto delle acque. Attorno al pozzo di trachite e basalto (pietre non locali), vediamo scalette, canali e vasche per l’acqua lustrale. Questo complesso sarà stato pensato come un percorso rituale a tappe servendo forse a portare un pellegrino da uno stato di « malattia » fisica e/o mentale a uno stato di equilibrio tramite passaggi brevi presso l’acqua di purificazione o nei templi dove il fuoco era presente, come sul prossimo sito che visitiamo, scendendo di nuovo sulla parte bassa. Accogliere i pellegrini, fare che trovino un posto per dormire, un posto per mangiare, un tempio per pregare : questo era ovviamente un’enorme complesso degli antichi Sardi.

164- Village pélerins du bas. Site de Gremanu, Gennargentu, 27:03:2016Non possiamo immaginare che parzialmente cosa puo’ essere stato questo luogo, ma le pietre « parlano » ancora dell’ampiezza del fenomeno. In questo tempio magnifico, si vedono ancora un’altare e il suo focolare sacro e la « frontiera » col mondo esterno marcata da mattoni incastonati insieme come un gioco di puzzle antico. Gli spazi sono pensati, mostrati o allora nascosti secondo principi sociali che non possiamo più conoscere se non attraverso i reperti trovati, o allora coll’intuizione, la visione detta « neosciamanica », la medianità. Ilaria sceglie questo tempio per fare la meditazione. Questo giorno c’è anche Silvana con Black, il suo cagnolino abituato da tanto tempo a godere questi luoghi sacri in Sardegna. Black si mette al sole sul pavimento del tempio e sembra felice. Brava Silvana, hai avuto ragione a portarlo con te ! Ci sono delle persone che preferiscono meditare sul focolare, altre sedute schiena al muro dell’altare, altre ancora come me… che scrivono, disegnano, scattano foto dell’insieme con uno zaino di dieci chili. Tuttavia… ci sono mestieri peggiori del mio ;-) !

165- Site Madau, 5 Tombes de Géants, Gennargentu, 27:03:2016È difficile lasciare un luogo come questo. Ma ce ne sono tanti altri dopo che non possiamo starci nemmeno troppe ore. Il prossimo sito che vediamo è quello di Madau, vicino a Gremanu. Io lo conoscevo già, perché Silvana mi aveva portata nel 2014. Questo luogo, situato su un’altipiano è composto da cinque Tombe di Giganti ! I corridoi di due Tombe sono accessibili, dal fatto che le stele sopra l’ingresso piccolino non ci sono più. Il gruppo, dopo avere ascoltato Ilaria sulla storia del sito, si gode l’energia individualmente, sistemandosi sulle pietre, nei corridoi, o stendendosi sull’erba.

206- Méditation sous un menhir, site de Biru e' Concas, Mandrolisai, 28:03:2016E siamo già il 28 marzo ; quindi, l’ultimo giorno del tour. Dopo aver dormito nel paesetto di Sorgono, nel Mandrolisai, oggi, con gli amici di Ilaria venuti specialmente da Cagliari, siamo ventuno persone. Rispetto alle dodici degli altri giorni, è molto ! Ma si vede che Ilaria ha l’abitudine dei gruppi numerosi, perché sa gestire il suo tempo. Questo sito si chiama Biru e’ Concas, ed è composto da allineamenti di menhir, eretti in un parco. In questo giorno di Pasquetta, che gente ! Abbiamo condiviso gli allineamenti con altri gruppi. Ma questo fatto non ha disturbato quelli che volevano beneficiare dell’energia, abbracciando le pietre enormi infisse sul campo. Questi menhir sono pre-nuragici, quindi, più antichi dei Nuraghi. Ma c’è ne è anche uno sul sito, che vedremo più tardi. L’energia di queste pietre sarebbe un principio maschile o femminile (betili antropomorfi), custodi misteriosi di una funzione rimasta misteriosa. Questi principi sono quelli che regolano la vita da sempre. Lasciamo i menhir per un pranzo al sacco sull’erba verdissima del parco. Vicino a noi c’è una chiesa con un rosone enorme sulla facciata. Il sacro in continuità eterna. Mariangela e Silvana hanno portato un cibo sardissimo come piace a me : pane e casu ! Quando ci penso ancora, mi viene l’acquolina in bocca.

disegno3A pancia piena, saliamo come possiamo verso il Nuraghe Talei (San Mauro), uno di quella decina in Sardegna ad essere rettangolare ! Mai visto cosi ! Ilaria ci spiega che questa forma sarebbe secondo alcuni più antica (-1800 av. C.) da quella tonda detta a tholos, conosciuta da tutti. Con uno scalino interno, si sale sul « tetto », un terrazzo che strapiomba tutta la regione. Questo tour non poteva non finire con una visione come quella, abbracciando lo spazio col sentimento della vastità dell’essere nel Tutto Uno. Se i Nuraghi dell’Antichità ci permettono di pensarci adesso come individui dall’identità « olistica », allora i tour come questi sono una piccola rivoluzione sociale. L’antropologia culturale puo’ studiarla come un fatto sociale totale, testimone probabile di una spiritualità che viene. A me interessa di fare capire adesso alla mia « tribù » il senso e l’importanza di questa « rivoluzione » sociale, di cui la Sardegna appare come un « centro » neo-religioso nel Mediterraneo. Ma basta, altre spiegazioni del genere le leggerete nelle riviste che accetteranno di pubblicare i miei lavori sulla Nuraxìa sarda. Adesso, lasciatemi pensare ancora un attimo ai culurgiones.

Ringrazio col cuore Ilaria, una grande professionista, ma anche il gruppo intero. Le immagini sono estratte dal mio « giornale di terreno ».

Marie-Véronique Amella

La Magia del Gennargentu torna dal 14 al 17 Luglio 2016! per maggiori info clicca qui :)