di Ilaria Montis

In Sardegna non ci sono solo nuraghi! Quante volte vi è capito di sentire questa frase? Pronunciata con un tono infastidito, a fare da contrappeso rispetto al rinnovato e sempre crescente interesse verso i Nuraghi e la civiltà nuragica, a cui assistiamo negli ultimi anni.

In Sardegna non ci sono solo nuraghi

Nuraghe Losa

Ebbene si, è vero, in Sardegna non ci sono solo nuraghi. Ammettiamolo. Ci sono, tanto per cominciare migliaia di altri monumenti eccezionali di età preistorica, tra i quali spiccano le spettacolari domus de janas finemente scolpite, risalenti al Neolitico, e il tempio preistorico di Monte d’Accoddi, unico in Europa e nel Mediterraneo Occidentale.

Ma la Sardegna ha una storia anche dopo la bella età dei nuraghi.

Ebbene si. Nella storia della Sardegna e quindi  dei Sardi, ci sono anche i Fenici, i Cartaginesi, i Romani, i Vandali, i Bizantini… C’è la Sardegna Giudicale, i Pisani e i Genovesi. C’è la Sardegna governata dagli spagnoli e infine la Sardegna dei Savoia e quella attuale all’interno dello Stato Italiano.

Tra qualche secolo, qualche storico del futuro chiamerà questo periodo semplicemente “Età italiana”. È vero, oggi noi sardi siamo il frutto di tutti questi secoli di storia, di incontri e di scontri, incontri culturali e rimescolamento di popoli, nessuno escluso.

Tutti i momenti della storia della Sardegna sono importanti alla comprensione del presente, alla comprensione di chi siamo, oltre che avere un’interesse storico intrinseco. Tutti i momenti della storia della Sardegna e i monumenti che li rappresentano meritano di essere valorizzati e studiati, nessuno escluso.

Ora che abbiamo nominato tutti e nessuno si offende, possiamo finalmente tornare a parlare dei nuraghi.

In Sardegna non ci sono solo nuraghi ma, volenti o nolenti bisogna ammettere che

circa la metà dei siti archeologici sardi noti sono nuraghi

Ho parlato del loro numero eccezionale in un articolo precedente, che puoi leggere qui. Potete consultare i dati ufficiali, per quanto lacunosi (ben 91 comuni mancanti a oggi) sul Geoportale RAS. Se a questi aggiungiamo tutti gli altri siti definiti nuragici perché espressione della stessa civiltà dei nuraghi, superiamo abbondantemente la metà del totale dei siti archeologici sardi di tutte le epoche.

Mi si potrà obiettare che l’interesse scientifico e il valore di testimonianza storico-culturale non è direttamente proporzionale al numero delle attestazioni. Anzi, in alcuni casi si dà maggiore attenzione proprio a siti e monumenti che hanno caratteristiche di unicità. Va benissimo. Tuttavia, a mio parere, in questo caso una delle cose su cui bisogna soffermarsi a riflettere è proprio il numero elevatissimo dei nuraghi, che di per sé rappresenta un’unicità a livello mondiale.

Il numero è talmente elevato, che ancora oggi a distanza di più di 3000 anni,

i nuraghi segnano ancora in modo indelebile e inconfondibile il paesaggio sardo.

in sardegna non ci sono solo nuraghi

Nuraghe Ruiu (Torralba)

Un fenomeno assolutamente notevole per la quantità di edifici costruiti (seppur in un arco cronologico di 6-8 secoli), ma soprattutto per le qualità ingegneristiche e architettoniche di questi monumenti.

Monumenti che spesso ci lasciano ancora oggi sbalorditi per l’arditezza delle soluzioni tecniche e la complessità della progettazione e della realizzazione di queste opere. Opere che, dopo più di un secolo di ricerca archeologica, stanno appena iniziando a svelarsi, a poco a poco, alla nostra comprensione, lasciando tuttavia ancora numerosissimi interrogativi irrisolti.

Comprendere pienamente il significato di questo fenomeno, corrisponde a comprendere gran parte della Civiltà Nuragica nel suo insieme, poiché essa non può essere disgiunta dall’edificio che ne è l’espressione maggiore e il simbolo. Personalmente ritengo che siamo ancora all’inizio in questo processo di comprensione.

Ciò che oggi chiamiamo “civiltà nuragica” ha caratterizzato la Sardegna per almeno un millennio, emergendo dalla preistoria più antica senza soluzione di continuità.

È la civiltà dei Sardi, fiorita in Sardegna,

in sardegna non ci sono solo nuraghi

Nuraghe Piscu, Suelli

con le sue realizzazioni uniche e originali, seppur come è sempre più evidente non sia stata mai isolata e ripiegata su sé stessa, come un tempo veniva dipinta. Piuttosto, al centro di un mare che è prima di tutto via di incontro e scambio, è stata sempre un punto di partenza e di arrivo.

Per questi e molti altri motivi, che in questo spazio non posso approfondire, ma rimando a prossimi articoli e incontri,

il giorno in cui si parlerà “troppo” dei nuraghi, è ancora di là a venire.

Semmai ci dovremmo preoccupare del fatto che, nonostante il crescente interesse, non sia ancora abbastanza, oppure dovremmo preoccuparci della qualità di ciò che si dice in proposito.

Ma preoccuparsi perché se ne parla troppo, o che si mettano in secondo piano altre epoche, mi sembra francamente quantomeno curioso, per non dire altro.

È un po’ come se in Egitto ci si preoccupasse perché si parla troppo dell’Egitto dei faraoni a discapito dell’età romana. A nessuno verrebbe in mente di dire che in Egitto non ci sono solo piramidi!

È vero, in Sardegna non ci sono solo nuraghi. Ma a noi piace MOLTO parlare di nuraghi. È un po’ come un morbo cronico, se ti prende non ti lascia. Perchè tanto ancora c’è da dire e da comprendere. Ed è necessario osservare, studiare, parlare, discutere. Ancora, ancora e ancora.

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