DSCN2656Prendo spunto da alcuni articoli apparsi domenica sulla Nuova Sardegna per fare alcune riflessioni, e ripromettendomi di trattare questo delicato e importante argomento in modo più approfondito più avanti.. perchè c’è davvero molto di più da dire .. ma intanto oggi sarò breve e mi limiterò a quello che considero l’abc. Ci tengo a precisare che non mi riferisco agli articoli nella loro globalità, ma semplicemente ho preso spunto da ciò che è espresso in più di un passaggio per evidenziare una tendenza diffusa in Sardegna nel modo di approcciarsi al patrimonio culturale e al cosiddetto “turismo culturale”.

Premetto anche che questi articoli sono scritti con le migliori intenzioni di portare consapevolezza verso un problema molto serio per la Sardegna ovvero la mancata e insufficiente valorizzazione di gran parte del patrimonio archeologico e monumentale, l’incapacità di fare rete, il fatto che il turismo culturale ancora non decolli e che da tutto il mondo ancora non arrivino a DSCN2655ammirare nuraghi e tombe dei giganti (scusate la semplificazione).

Ebbene tutto questo in parte è un falso problema… Mi spiego meglio. Finché si continuerà a considerare come mera merce un patrimonio comune dell’umanità che abbiamo l’onore di avere qui a casa nostra, per custodirlo e permettere che noi e tutti gli altri che sono in grado di apprezzarlo possano goderne, non ci smuoveremo da questo immobilismo. I beni culturali, i beni naturali, il paesaggio non sono una merce. non si vendono, non si comprano. Il vero problema a mio modestissimo parere senza nessuna pretesa (che sia chiaro) è che si continua a considerare una merce ciò che merce non è. Questo impedisce di comprendere profondamente il valore vero di ciò che abbiamo in Sardegna, e finché non siamo noi sardi i primi a comprendere questo valore come pretendiamo che gli altri vengano in Sardegna?

Poi non sto dicendo che a vivere di turismo e turismo culturale per la precisione ci sarebbe qualcosa di male .. tutt’altro. Sto dicendo che l’approccio è la base. ovvero a mio parere non possiamo considerare il patrimonio solo come una potenziale fonte di reddito, come qualcosa da sfruttare per vendere “pacchetti” (quanto detesto questo termine :D ) . Consideriamolo prima di tutto come un patrimonio di immenso valore, amiamolo, prendiamocene cura in prima persona, contempliamolo, cerchiamo di comprenderne i molteplici significati e sfumature.. e solo allora  attraverso il nostro entusiasmo, le nostre emozioni, la nostra verità … saremo noi a attrarre gli altri qui per condividere tanta bellezza. E allora si che arriverà anche la possibilità, più concreta di quanto non sia oggi per molti, di poter vivere anche solo di questo, come una inevitabile conseguenza. E non sarebbe un modo di sopravvivere o tirare a campare con fatica, ma sarebbe per la gioia di condividere a tempo pieno la ricchezza che Madre Natura e i nostri Antenati ci hanno lasciato in eredità. E senza più bisogno di considerare nessuna persona che opera nello stesso campo come proprio concorrente secondo una spietata logica di mercato che abbiamo visto essere del tutto fallimentare (almeno se consideriamo i risultati visti finora), ma piuttosto considerando gli altri come potenziali collaboratori, o semplicemente anche senza collaborare necessariamente in modo diretto considerarci tutti come tanti remi di unica barca, e quindi potendo gioire sinceramente se la barca intera viaggia più veloce, con maggiore fluidità e leggerezza !!!!

Mentre scrivo queste righe in realtà sono felice perché anche se dal catastrofismo di certi articoli e lamentatori cronici non si direbbe, so e vedo in giro che in tanti ci stiamo già muovendo in questa direzione.. e in tanti se ne stanno accorgendo.

Per rispondere alla domanda del titolo quindi vi dico una delle mie frasi preferite : una cosa non esclude l’altra. Ma ciò che conta è da dove si parte, qual’è l’approccio con cui ci poniamo rispetto a ciò che facciamo (perchè e come) e a che cosa aspiriamo nell’intraprendere la nostra azione.

Al di là della mia posizione su questo particolare aspetto mi sento comunque di ringraziare La Nuova Sardegna per aver pensato di fare due grandi pagine dedicate ai nostri beni culturali, anche questo è un segno. e ringrazio anche di aver citato Sardegna Sacra per l’evento di Domenica per la celebrazione del solstizio d’estate. Grazie :)