di Ilaria Montis

Non salite sui muri! Non raccogliete i cocci! Quante volte nella mia attività di guida mi son trovata a dire e a ripetere queste indicazioni, a volte in modo, lo ammetto, anche poco simpatico? Sicuramente talmente tante che non le potrei contare, anche se do queste precise indicazioni all’inizio di ogni escursione.

Anzi, durante le mie escursioni è vietato anche fumare e lasciare nel sito qualsiasi seppur minima traccia della propria presenza, finanche le briciole di uno snack.

Per contro è ampiamente gradito aiuto nel portare via spazzatura tipo bottiglie di plastica, lattine, fazzolettini, cicche … e chi più ne ha più ne metta.

Inoltre, per rispetto del luogo e degli altri fruitori, è severamente vietato lasciare il volume del cellulare alto.

I siti archeologici sono un bene della collettività.

Rappresentano la nostra memoria storica ed è diritto di tutti fruirne. E’ invece un dovere, sempre di tutti, trattarli con il dovuto rispetto.

Un rispetto che può nascere solo dalla consapevolezza del loro valore di testimonianza culturale. Ma anche da un valore affettivo che viene dalla conoscenza.

Avere rispetto e cura di questi luoghi antichi e poterli preservare per le future generazioni dipende dalla collettività nel suo insieme e non possiamo aspettarci che debbano essere solo le istituzioni a occuparsene.

La tutela dei siti inizia da una corretta fruizione e riguarda la collettività nel suo insieme. Una fruizione consapevole sia del valore che della grande fragilità delle testimonianze archeologiche.

Come comportarsi allora quando si visita un sito archeologico?

In questo articolo vi spiego alcune regole generali da seguire per visitare i siti in sicurezza, evitando azioni inconsapevoli che potrebbero danneggiare i resti archeologici.

Infatti, poichè manca un’adeguata educazione della cittadinanza in merito, capita frequentemente che molte persone senza rendersene conto assumano comportamenti errati e pericolosi.

Comportamenti che mettono a rischio sia la propria sicurezza che quella dei delicati resti archeologici.

Questo capita sia in siti gestiti che a maggior ragione, in siti non gestiti. Questi ultimi, molto spesso, non sono in sicurezza secondo i moderni standard a cui per le legge si dovrebbero adeguare le aree archeologiche. Tuttavia, in molti casi, sono facilmente accessibili e visitabili da chiunque abbia abbastanza passione e spirito d’iniziativa.

Naturalmente è impensabile e non sarebbe neanche giusto chiudere e rendere inaccessibili ai visitatori tutti i siti non gestiti, a meno che non presentino particolari problemi di statica e sicurezza.

Inoltre sarebbe davvero impossibile in una terra come la Sardegna, che ha migliaia di siti archeologici, la stragrande maggioranza dei quali in terreni privati.

L’unica via possibile, visto il crescente (ed era ora!) interesse delle persone verso i siti archeologici, è quindi la comunicazione, l’informazione e la consapevolezza.

Mi accingo quindi a dare il mio modesto contributo in tal senso. Mi scuso se per molti le indicazioni che seguono sono scontate. In verità sarò felice il giorno in cui lo saranno per tutti. Per ora la mia esperienza mi dice che nulla di ciò che segue è scontato.

Non salire sui muri.

I muri delle strutture antiche, spesso, sono più fragili di quello che pensiamo o di quello che sembrano. Soprattutto quando si tratta di strutture che sono state scavate e poi non adeguatamente restaurate. Pietre che sembrano ben salde potrebbero non esserlo.

Il rischio di compromettere le murature e fare un volo di diversi metri, magari restano semiseppelliti da un crollo, in molti casi è reale. Ma anche se i muri sono bassi vale la stessa regola, infatti possono comunque danneggiarsi.

A questo divieto non ci sono eccezioni.

Capita di frequente che per fare una foto ci si arrampichi nei modi più assurdi, totalmente incuranti dei rischi.

Questo è purtroppo tra i comportamenti errati quello più universalmente diffuso.

Non appoggiarsi ai muri e togliere gli zaini

Anche appoggiarsi ai muri, che potrebbe sembrare qualcosa di innocuo, può danneggiare le murature e eventuali rivestimenti come pitture e intonaci. Per questo è importante anche togliere gli zaini per evitare di urtare le pareti interne anche in modo accidentale.

Non portare via nulla

Non prendere nulla da terra, che siano cocci, che siano pietre, schegge lavorate o anche ossa e conchiglie. Portando via o spostando questi materiali fai un grande danno al sito.

Oltre a condizionare un’eventuale futura lettura dei dati archeologici, in questo modo depauperi il sito in modo irreversibile. Inoltre prelevare reperti archeologici da un sito è un reato perseguibile.

Molti lo ignorano o fingono di ignorarlo, come mostra la vicenda recente della turista beccata alla’aeroporto di Elmas con vari reperti in valigia, raccolti in diversi siti archeologici.

Se proprio hai la fortuna di fare una scoperta davvero eccezionale, avvisa immediatamente i carabinieri, saranno loro a dirti cosa fare e a avvisare la competente Soprintendenza.

Non spostare nulla

Non spostare pietre, neanche se piccole, non strappare piante e non spostare terra. Lascia tutto esattamente come l’hai trovato. Ogni alterazione di un sito o monumento oltre a essere un grave danno dal punto di vista scientifico, può comprometterne la conservazione.

Non mangiare e non sporcare

All’interno di un sito, evitare qualsiasi attività che possa lasciare residui di qualsiasi tipo, come ad esempio resti di cibo o carta. Anche i resti biodegradabili come bucce o semi devono essere raccolti e portati via. Lasciare pulito è un dovere di qualsiasi visitatore.

Rispetta gli altri fruitori

Non compiere azioni che potrebbero infastidire o limitare il diritto di fruizione di altri visitatori, chiunque essi siano. Nel caso di siti molto frequentati non è possibile trattenersi per lungo tempo presso i monumenti. Spegni la suoneria del telefono e parla coi tuoi amici a voce non troppo alta.

Queste poche regole, a cui ne potremmo aggiungere molte altre, sono applicabili universalmente a tutti i siti archeologici. Se tutti si limitassero a seguire anche solo queste, di sicuro troveremo siti più puliti (almeno dalla spazzatura, se non dalla vegetazione).

Inoltre comportarsi in modo rispettoso e responsabile verso i monumenti e gli altri visitatori è un atto di civiltà e responsabilità. E’ importante comprendere che nella preservazione di queste testimonianze eccezionali, ancora in grado di sorprenderci e ispirarci, oguno ha il suo ruolo, ognuno può essere un buon esempio per gli altri, a iniziare dai più piccoli.

Ogni persona che si comporta correttamente di fatto è moralmente come un custode di queste antiche memorie e da l’esempio a tutti gli altri.

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