di Ilaria Montis

Sardegna Sacra è nata ufficialmente all’inizio di Giugno 2016, esattamente sei mesi fa. Sei mesi davvero meravigliosi in cui questo progetto ha preso sempre più forma, vita e sostanza, nonostante non siano certo mancate difficoltà e ostacoli nel trasformare questo sogno in realtà.

In questi sei mesi sono state organizzate nell’ambito del progetto escursioni archeologiche, viaggi esperienziali, conferenze e seminari che hanno permesso a centinaia di persone di incontrarsi e condividere la sacralità dei luoghi lasciatici in eredità dagli antichi, senza tralasciare la componente scientifica storica e archeologica che ci permette di meglio comprendere quei resti all’apparenza muti, ma invece come abbiamo visto, carichi di messaggi, che se son giunti fino a noi, parlano proprio a noi.

Sono felice del fatto che i partecipanti a queste iniziative arrivino da tutta la Sardegna e da tutta l’Italia, e talvolta anche dall’estero.. per ora Francia, Inghilterra, Olanda, e sono felice che non esista alcuna barriera di età (persone dai 20 ai 70 anni, ma spesso son venuti anche bambini coi loro genitori e hanno partecipato come tutti gli altri), alla voglia di fare queste esperienze. Sono altresì felice che un bel “campionario” della società odierna fosse rappresentato mostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, che l’interesse per un approccio esperienziale alla conoscenza del passato non ha alcun limite ed è trasversale a ogni mestiere e categoria sociale: studenti, studiosi (tra cui fisici e ingegneri ricercatori universitari, antropologi, storici delle religioni, filologi), professionisti (architetti, ingegneri, medici, veterinari) guide turistiche, insegnanti di scuola, insegnanti di yoga, praticanti di discipline olistiche, surfisti, commercianti… mi scuso con gli esclusi ma era giusto per far capire quale è la varietà umana che si incontra laddove proprio questi ruoli sociali non hanno alcun peso e ci si incontra nella propria spontanea e nuda umanità.

L’entusiasmo dei partecipanti è il migliore segnale del fatto che la strada è quella giusta e mi dice che c’è tanto bisogno ora di andare in profondità dentro noi stessi, per ritrovare prima di tutto dentro di noi il senso del sacro. Il senso del sacro che gli antichi sardi rappresentavano in modo così grandioso in tutti gli edifici sacri e i santuari che hanno costruito e che ancora sfidano i millenni.

Come prosegue ora il progetto? Continuando a condividere momenti in questi antichi spazi sacri alla scoperta dei grandi principi che regolano la vita e che attraverso gli archetipi, sono in ognuno di noi e quindi ci possono aiutare nella comprensione di noi stessi.

Ma prosegue anche la ricerca archeologica e la divulgazione con l’obiettivo di abbattere vecchi paradigmi che sempre più vacillano di fronte a ciò che sappiamo dai sempre più copiosi e accurati dati archeologici, ma anche da altre discipline che possono integrare i dati archeologici stessi, dando un grande contributo alla comprensione di quel passato remoto, come l’archeoastronomia, l’antropologia culturale, la psicologia, ma anche la fisica e la geosifica… ovvero realizzare il famoso approccio interdisciplinare o multidisciplinare che dir si voglia e che tutti auspicano ma che spesso sembra così difficile poter realizzare.. e che a mio parere va ben oltre il fatto di per sé certamente importante di far analizzare campioni e reperti di scavo in laboratorio.

Usare nuovi modelli e nuovi paradigmi per una nuova scienza, in cui non esistano più tabù ma si possa parlare di tutto, anche di ciò che ancora non ci spieghiamo ma che non per questo può essere negato e nemmeno ignorato. Esperienze recenti mi hanno mostrato che nonostante il mio inguaribile ottimismo e l’infinita fiducia nei confronti del genere umano, nel complesso come società non siamo ancora pronti a affrontare certi tabù. Ma dato che essi premono per uscire dalla scatola dove per tanto tempo sono stati rinchiusi… qualcosina esce fuori.. Bene :) mi sa che è arrivato il momento di parlare con serenità e tranquillità di qualsiasi cosa, e se i media non lo fanno o lo fanno in modo distorto, io, per quanto mi compete, mi impegno a farlo. Le cose più importanti per me sono la trasparenza e l’onestà intellettuale che però non possono essere disgiunte da un solido metodo di indagine e dal rispetto per le opinioni altrui. Senza queste premesse dialogare e avanzare insieme nella comprensione non è pensabile, né tanto meno salvare e “valorizzare” (detesto questa parola, ormai vuota) il nostro immenso patrimonio archeologico, senza dubbio uno dei più notevoli al mondo per mole e interesse delle testimonianze. Siamo in pieno work in progress ma l’idea è, in aggiunta al resto, quella di scrivere alcune monografie, attualmente in fase di progettazione e stesura, su cui vi aggiornerò prossimamente ;)

Per ora buon 2017 a tutti !!! un sincero augurio, che questo nuovo anno possa portare a tutti saggezza, voglia di superare vecchie barriere individualmente e soprattutto collettivamente, per il bene comune.